Iniziative e Blog

Eventi ed iniziative a cura di Kinesì

17789178 - sleep like a baby

Come dormire se soffriamo di mal di schiena lombare: tutte le posizioni giuste!

La lombalgia non riguarda solo la vita quotidiana, spesso disturba anche il sonno. Posizioni inadeguate provocano dolore durante la notte o appena ci si risveglia. La dottoressa Monia Lusini, ortopedico specialista di Isico (Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale), ci aiuta a capire quali sono le migliori posizioni se si soffre di questo disturbo.

Dormire sulla schiena con un cuscino sotto le ginocchia

Dormire a pancia in su è solitamente considerata la migliore opzione per una schiena sana. Questa posizione distribuisce uniformemente il peso su tutta la superficie del corpo. Inoltre, minimizza i punti di pressione e garantisce un buon allineamento testa, collo e colonna vertebrale. Ma a volte il dolore lombare ostacola questa scelta, così si può provare a posizionare un cuscino sotto le ginocchia per aiutare a rilassare la muscolatura lombare portando la colonna in delordosi. Per la testa, utilizzare un cuscino non troppo spesso per non mettere a dura prova collo e schiena.

Dormire sul fianco con un cuscino tra le ginocchia

Sebbene giacere sul fianco è una posizione di sonno popolare e comoda, può mettere la spina dorsale fuori allineamento. Questo può affaticare la parte bassa della schiena. È possibile farlo però apportando una facile correzione con un cuscino posto tra le ginocchia. Ciò solleva la parte superiore della gamba, ripristinando l’allineamento naturale dei fianchi, del bacino e della colonna vertebrale. Per la testa, considerate di usare un cuscino piuttosto spesso. Per il miglior supporto, dovrebbe riempire completamente lo spazio tra il collo e il materasso.

Dormire in posizione fetale

Per le persone con ernia del disco, la posizione fetale rannicchiata può portare sollievo durante la notte. Questo perché giacere sul fianco con le ginocchia vicine al petto riduce la flessione della colonna vertebrale e aiuta ad allungare le vertebre.

Dormire sulla pancia con un cuscino sotto lo stomaco

Dormire a pancia in giù è erroneamente considerata la peggiore postura del sonno. Invece è un’ottima scelta per il tratto lombare, da evitare solo se provoca dolore, anche cervicale (a causa della testa ruotata). È possibile migliorare il comfort per la schiena posizionando un cuscino sottile sotto lo stomaco e i fianchi per aiutare l’allineamento della colonna vertebrale, ma solo in presenza di dolore. Meglio usare un cuscino piatto per la testa o dormire senza.

Dormire sulla pancia con la testa dritta

Un motivo per cui dormire a pancia in giù è a volte considerato negativo è perché la testa di solito si gira da un lato. Questo torce la colonna vertebrale e pone stress su collo, spalle e schiena. Per evitare questo si può provare ad appoggiare la faccia su un piccolo cuscino solido o un asciugamano ben arrotolato per sostenere la fronte, lasciando uno spazio per respirare tra la bocca e il materasso, un po’ come si fosse sui lettini da massaggio.

Dormire sulla schiena in posizione reclinata

Dormire in posizione reclinata può favorire il dolore lombare, in particolare nelle persone con spondilolistesi istmica. Ma se si riscontra un notevole sollievo dal riposo in una posizione reclinata, può valere la pena investire in un letto regolabile che può essere posizionato di conseguenza. (Corriere della Sera, Silvia Turin)

 

 

 

 

 

IMG_9475

Rieducazione Posturale, cosa c’è da sapere!

La rieducazione posturale è una tecnica di terapia manuale utilizzata dalla Fisioterapia per la cura conservativa e non cruenta dei disturbi muscolo-scheletrici, vi sono varie tecniche tra le più riconosciute RPG Souchard , Mézières, Raggi.

Principi teorici

Alla base della rieducazione posturale vi è la teoria delle catene muscolari, definite come le macro unità funzionali che raggruppano diverse strutture (muscolari, tendinee, ligamentose e fasciali) e sono caratterizzate da azioni e funzioni motorie comuni e/o sinergiche.

La tecnica prevede una specifica metodica di valutazione del paziente strettamente legata al trattamento riabilitativo, che sarà individuale e personalizzato in base alla storia clinica.

Indicazioni

Questa tecnica, studiata per l’applicazione in patologie della colonna vertebrale, tra cui il dolore lombare acuto e cronico, dolori cervicali e cervico-brachiali (dolori che si irradiano alle braccia) e nello sviluppo della muscolatura toraco-addominale, permette di ottenere un riequilibrio funzionale dell’apparato muscolo scheletrico portando la postura del soggetto alla naturale fisiologia, con la conseguente scomparsa o riduzione della sintomatologia.

 

Dott. Stefano Contri

 

 

 

 

 

mal-di-schiena

Mal di schiena, quasi inutili i farmaci antinfiammatori!

I comuni farmaci antinfiammatori, come aspirina e ibuprofene, sono “quasi completamene inutili” contro il mal di schiena, che è considerato la maggiore causa di disabilità nel mondo. E’ quanto emerge da una analisi di 35 sperimentazioni randomizzate, che hanno coperto oltre 6000 persone che usavano antidolorifici antinfiammatori. Condotta dal George Institute for Global Health di Sydney, ha rivelato che i farmaci noti collettivamente come ‘non-steroidal anti-inflammatory drugs’, o NSAIDs, offrono benefici appena superiori ai placebo.

Lo studio, pubblicato su Annals of the Rheumatic Diseases, indica che su 6 pazienti trattati con farmaci antinfiammatori solo uno ha ricevuto benefici clinicamente importanti nel breve termine. E i benefici erano superati da gravi effetti collaterali, come ulcere gastriche e sanguinamento. “La nostra analisi di sicurezza farmaceutica rivela che i NSAIDs aggravano il rischio di effetti collaterali intestinali di due volte e mezzo rispetto ai placebo”, scrivono i responsabili dello studio, Manuela Ferreira e Gustavo Machado.

Due anni fa una simile ricerca degli stessi studiosi aveva concluso che il paracetamolo – da tempo raccomandato come farmaco di prima scelta per il dolore vertebrale – ha scarso effetto analgesico mentre quasi quadruplica l’incidenza di funzioni epatiche anormali.

Gli antidolorifici non sono una risposta al dolore alla schiena, avvertono i ricercatori. “I risultati mettono in luce la necessità urgente di sviluppare nuove terapie e di dedicare più attenzione alla prevenzione” aggiungono. L’attività regolare aiuta a tenere lontano il dolore alla schiena e le persone dovrebbero scegliere l’esercizio che piace loro di più. Quando il dolore colpisce, di solito scompare entro un paio di settimane, ma se persiste, gli studiosi raccomandano la fisioterapia. (Ansa.it)

Un approccio fisioterapico specializzato a risolvere l’origine del mal di schiena che ha innumerevoli fattori scatenanti , (sedentarietà, vizzi di postura, colpi di frusta recenti o passati, ereditarietà, attività lavorative usuranti…) attraverso tecniche ti terapia manuale e rieducazione alla postura corretta con risultati che perdurino nel tempo,permettendo di affrontare la propria vita lavorativa e quotidiana al meglio ma sopratutto senza dolore!  

 

Dott. Stefano Contri

 

 

 

 

trigger-collo

Sfatiamo un mito sulla Fisioterapia! I Nervi si Accavallano?

I nervi grazie al cielo non si Accavallano!

Nel linguaggio comune abbiamo sentito dire tante volte magari dai nostri Nonni o zii “Oddio mi si è accavallato un nervo del collo e con la mano si andavano ad auto massaggiare la zona dolorante”

Si parla di nervo accavallato, in quanto le persone toccando la zona dolente, avvertono un dolore pungente, intenso, e spesso un dolore riferito in una zona adiacente. Infatti, fortunatamente, ai nostri giorni è possibile catalogare tali punti grilletto (in inglese Trigger Point), e trovare un possibile trattamento per ognuno di loro.

Cosa è una contrattura muscolare?

La contrattura muscolare è una particolare area di un muscolo che subisce un funzionamento errato, e durante la fase di rilasciamento di tutto il muscolo, non segue l’andamento globale, e rimane invece contratta. Tale stato, è caratterizzato da un indurimento muscolare (contrattura), che al tatto può apparire scivoloso quasi come se nel tessuto sia presente un vero e proprio accavallamento, da qui il termine Nervo accavallato.

Quindi il Nervo Accavallato non esiste?

Diciamo che forse non si accavallano i nervi, che invece rimangono fissi al loro posto, magari subendo un trauma o una compressione, ma di certo la sensazione è quella di avere un dolore fisso, che per alcuni può essere simile a quella sensazione di irritazione nervosa.

Quali sono le aree maggiormente colpite dai nervi Accavallati?

Abbiamo sicuramente una mappa dei trigger point più comuni, con le aree di maggior dolore e dolore riferito, che può essere evocato grazie alla semplice palpazione, nell immagine troviamo i punti del Trapezio e del collo maggiormente colpiti.

Cosa fare?

Esistono davvero molti approcci, e in Fisioterapia troviamo davvero molti rimedi validi e risolutivi.

Per prima cosa è fondamentale individuare la  vera causa di una contrattura muscolare, andando ad eseguire una valutazione posturale, per individuare eventuali criticità o vizzi di posizione, e possibili sovraccarichi che alla lunga possono determinale la comparsa della contrattura.

Si valuta lo stile di vita del paziente, e la posizione lavorativa, oltre ad eventuali errori nell’esecuzione di alcuni esercizi nella pratica sportiva ed infine anche una valutazione dell’articolazione temporo mandibolare che risulta essere in stretta collaborazione con la muscolatura del collo.

Generalmente poi si procede con una valutazione manuale del problema, mediante palpazione della contrattura muscolare.

Individuata l’area, si procede al trattamento fisioterapico.

Si possono approcciare i nervi accavallati, mediante uso delle mani grazie ad un trattamento di tipo fasciale, che risulta un minimo dolorosa, ma molto efficace, dopo di che individuata la causa del gesto motorio o posturale si passa alla correzione riportando il giusto equilibrio muscolo scheletrico necessario.

 

Dott. Stefano Contri

schiena

Dolori in Autunno…

Da pochi giorni è arrivato l’autunno con il freddo e l’umidità e con questi anche l’indolenzimento di ossa e muscoli tipico di questa stagione. Quali rimedi naturali contro questi sintomi?

Prima di tutto una precisazione. C’è una grossa differenza tra artrite e artrosi, con la parola artrosi si indica il processo degenerativo di ossa e articolazioni, con il termine artrite si indica che queste strutture sono effettivamente infiammate.

Questo spiega perché non è detto che l’artrosi causi necessariamente dolore, che compare solo quando le articolazioni si infiammano e allora si parla di artrite.

Una volta scoperto la causa del dolore e sconfitta grazie alle cure del caso un corretto stile di vita sia il modo migliore per combattere i dolori articolari dell’autunno e fare in modo che l’attività fisica sia parte integrante della propria quotidianità.

Fare movimento permette di mantenere un tono muscolare adeguato utile per stabilizzare le articolazioni e ridurre il dolore.

Non è necessario correre tutti i giorni la maratona o fare 3 ore di palestra, è sufficiente fare una passeggiata a passo svelto in pausa pranzo, un po’ di cyclette davanti al telegiornale la mattina appena svegli o una nuotata in piscina, la  frequenza ideale 2-3 volte alla settimana per almeno 30 minuti.

 

Dott. Stefano Contri

ginf martini

GENITORI IMPERFETTI..DI FIGLI FELICI!

Sabato 4 Febbraio 2017 alle ore 16.30 si terrà  un incontro gratuito.

Sulla genitorialità in cui si affronteranno non solo tematiche legate agli aspetti educativi e psicopedagogici ma anche nutrizionali e fisici.

3 Professionisti a disposizione per affrontare,condividere,sciogliere dubbi sulle tematiche Educative,Psicologiche,Alimentari,Fisiche dei propri Figli.

Dott.sa Beatrice Gori Psicologa Psicoterapeuta,Dott.sa Bruschi Giulia Nutrizionista,Dott. Stefano Contri Fisioterapista Posturologo.

Un incontro per “Prendersi cura” di “Chi si prende cura“!

L’incontro si svolgerà Presso la Biblioteca popolare circolante
Via Provinciale Lucchese. 6/8 Pontelungo, Pistoia.

Gradita la prenotazione

Per Info:

340 3496134 Stefano Contri

340 9070016 Beatrice Gori

info@studiokinesi.net

 

Leggi tutto

evento kinesi fb

Lo studio Kinesì compie 5 Anni!

Sabato 5 Novembre  venite a festeggiare il compleanno dello studio Kinesi. Abbiamo organizzato un evento speciale per chi parteciperà e un piccolo e profumato buffet. In tale occasione presenteremo L’ equipe dello studio e saremo disponibili ad ogni vostra curiosità in materia di Fisioterapia, Psicologia e Nutrizione!

 

Presso lo studio Kinesì (Via XXVII Aprile 10,Pistoia)

Gradita la prenotazione:
340 3496134 o info@studiokinesi.net

 

Leggi tutto

termoterapia 1

Applicazioni calde contro i tuoi dolori

Le applicazioni calde sono un rimedio naturale con i dolori grazie all’effetto rilassante sui muscoli e alla stimolazione della circolazione. L’utilizzo del calore è indicato in caso di:

  • Cervicalgia.
  • Lombalgia.
  • Tensioni muscolari croniche.
  • Dolore muscolare in regioni lontane dalle articolazioni.
  • Mai su di un trauma acuto.

Pericoli del caldo nelle lesioni da trauma:

  • Ustione
  • Flebite, aumento del rischio di trombosi venosa agli arti

L’applicazione del calore come antidolorifico prende il nome di “termoterapia ”. Il caldo viene trasmesso attraverso la pelle fino ai muscoli e alle ossa, riducendo o evitando la trasmissione dei segnali di dolore al cervello. La termoterapia dona un effetto lenitivo e “anestetico”’ alla parte interessata, ed è facile da realizzare.

Come preparare un impacco caldo (termoterapia domestica)

Per preparare un impacco caldo, è necessaria l’applicazione della borsa d’acqua calda o dei sacchetti di cereali (generalmente grano, farro, riso) scaldati nel forno.

Un impacco caldo si può preparare anche con cataplasmi ai fanghi, con argille ed erbe, sale “anti-infiammatorio naturale”.

Appoggiare l’impacco sulla parte dolente per almeno 15-20 minuti, ripetendo più volte al giorno in caso di dolore acuto.

 

Bbliografia:

Bleakley, McDonough, The Use of Ice in the Treatment of Acute Soft-Tissue Injury The American Journal of Sports Medicine 2004

 

Dott. Stefano Contri

 

Postura 2

Una Postura corretta, indispensabile per mantenersi in ottima forma!

Avere una postura corretta, sia in piedi che seduti, permette di prevenire o interrompere quelle posizioni che esercitano un sovraccarico alle strutture dell colonna vertebrale aiutando a risolvere dolori, fastidi che potrebbero instaurasi con il passare dei giorni.

Ma quale è quella definibile “corretta”?
Quali sono le problematiche che possono evidenziarsi se non si sta “dritti”?
Quali sono le cause che possono portare a modificare la seduta o il portamento?
Quali sono i sintomi a cui prestare attenzione?

Non è così semplice, per questo è meglio conoscere anche quali possono essere le conseguenze nel trascurare il nostro fisico.

Quale è la postura corretta?
Anche se sin da bambini ci sentiamo dire “stai dritto” e poi in parte ce ne dimentichiamo, forse è meglio capire quale è la giusta posizione delle parti del nostro corpo quando stiamo in piedi o camminiamo o quando siamo seduti.
Nei primi due casi, le spalle devono essere ben aperte ma rilassate che “cadano” naturalmente verso il basso. Come se si avesse una linea perfettamente perpendicolare dove sono allineati orecchio, spalle, gomiti, ginocchia e centro del tallone, la “pancia sarà in dentro” ed il “petto in fuori”, potrete aiutarvi contraendo i glutei. Anche il collo deve essere dritto, bisogna guardare perfettamente in avanti. Se siete fermi in piedi, il peso deve essere bilanciato centralmente, divaricate quindi lievemente i piedi per aiutarvi.
Se invece siete seduti, niente gambe accavallate, sedetevi appoggiando i lombi allo schienale o potete aiutare la postura posizionando un cuscino dietro la schiena. Preferite una sedia con i braccioli regolabili, se state molte ore seduti, dove appoggiare i gomiti e il video del pc deve essere alzato abbastanza da tenere la testa dritta.

Sintomi di una postura scorretta
Fate molta attenzione ai primi sintomi che potrebbero essere segnali di una postura non corretta, questo per evitare che i problemi si cronicizzino arrivando ad ernie e lombalgie croniche. Qualsiasi tensione si verifichi nella schiena, ma anche nel collo non va sottovalutata. Piccoli dolori ai lombi o alle scapole sono anch’essi sintomi da poter ricollegare ad una posizione sbagliata.

Dott. Stefano Contri

 

47099569 - acupressure for relaxing shoulder and backache

Torcicollo

Un disturbo molto comune e frequente che si manifesta con un dolore acuto e rigidità causati essenzialmente da una contrattura dei muscoli laterali del collo; spesso è accompagnato da cervicalgia e brachialgia, solitamente i sintomi tendono a ridursi nel corso di alcuni giorni.

La patologia può manifestarsi per diverse cause che possono essere traumatiche e non, causata da  posture scorrette protratte nel tempo, colpi di freddo, posizioni scorrette durante il sonno, movimenti bruschi con il collo, ernia del disco ect…

Si possono riconoscere tre tipi di torcicollo:

– TORCICOLLO MUSCOLARE:

  •  Reumatismi.
  •  Artrosi.
  •  Infezioni.
  •  Artrite.
  •  Colpo di freddo.

– TORCICOLLO SINTOMATICO:

  •  Emicrania.
  •  Otite.
  •  Problemi alla tiroide.
  •  Paralisi.

– TORCICOLLO CONGENITO (molto raro):

  • Malformazioni ossee durante la gestazione.

 

 

Dott. Stefano Contri

 

27905832_ml

Lombalgia,Lombo-sciatalgia,ernia del disco cosa sono?

Che cosa sono?

La lombalgia altro non è che il “mal di schiena” che interessa la regione lombare; può essere centrale, cioè lungo la colonna vertebrale, o laterale, da uno o entrambi i lati, percepita lateralmente alla colonna vertebrale.

La sciatalgia è invece un dolore che si irradia lungo uno od entrambi gli arti inferiori e che può essere associato a lombalgia, in tal caso si parla di lombo-sciatalgia.

Il disco intervertebrale è quel cuscinetto interposto fra due vertebre, che funge da legante e da ammortizzatore fra queste, ed è formato da un involucro esterno molto resistente, fibroso, chiamato anulus, ed un contenuto interno più molle ed elastico, chiamato nucleo polposo.

Quando un disco intervertebrale viene sottoposto a traumi intensi o ripetuti, può andare incontro ad un’usura precoce; ciò può determinarne la deformazione o la rottura, parziale o a tutto spessore.

In relazione quindi alla gravità della lesione discale si parla di:

Bulging: leggera deformazione del disco, privo di rotture.

Protrusione: deformazione del disco con variabile debordanza e incompleta rottura delle fibre interne dell’anulus.

Ernia discale : rottura a tutto spessore dell’anulus con fuoriuscita di parte del nucleo polposo.

 

Cause

Predisposizione congenita (Familiarità).

Maggior incidenza nei fumatori.

Sovrappeso.

Stretta correlazione con il lavoro svolto (molto gravoso o troppo sedentario).

Microtraumi ricorrenti (sport, lavoro) o traumi rilevanti.

Malattie degenerative della colonna (scoliosi, artrosi, spondilolisi-spondilolistesi).

 

Incidenza

Il mal di schiena (o Lombalgia) è un problema molto comune che colpisce fino al 90% della popolazione almeno una volta nella loro vita.

 

Che sintomi danno e come si riconoscono

La lombalgia può insorgere acutamente o in modo progressivo, sia spontaneamente che in seguito a sforzi improvvisi o intensi o prolungati, oppure dopo aver mantenuto una posizione scorretta per lungo tempo. E’ caratterizzata da dolore che si accentua in posizione eretta o seduta o sotto sforzo; il movimento diventa difficoltoso e può accentuare il disturbo. Il dolore è percepito come bruciore o trafittivo e si può associare ad alterazioni della sensibilità, percepite come “sensazione di corrente elettrica”, formicolii, riduzione o scomparsa della percezione del tatto o della differenza caldo-freddo, a riduzioni della forza o del movimento.

 

Esami diagnostici e terapia

Le indagini diagnostiche necessarie sono la TAC e/o la RMN, mentre sono superflue (o secondarie) la radiografia standard e la elettromiografia.

 

Trattamento

Spesso la terapia farmacologica non è sufficiente; dopo una prima fase iper-acuta si concentra a ristabilire il giusto equilibrio muscolo-scheletrico attraverso manipolazioni delle fasce muscolari ed esercizi di ginnastica dolce l’importante è essere molto regolari e costanti a praticare tali esercizi da svolgere anche a casa.

 

Dott. Stefano Contri

 

5 maggio stress

SOS STRESS!!

Giovedì 5 Maggio alle ore 19.00 si terrà l’incontro gratuito Sos Stress

Come gli stress nutrizionali emotivi e fisici influiscono sui GONFIORI DELLA PANCIA.

Incontro sul tema dello stress (a cura del Biologo Nutrizionista Dott. Giuseppe Faro) a livello fisico di come la cattiva tensione dei muscoli generi gonfiore della pancia ( a cura del Posturologo Fisioterapista Dott. Stefano Contri) e a livello emotivo (a cura della Psicologa e Psicoterapeuta Dott.ssa Beatrice Gori).

 

Presso lo studio Kinesì (Via XXVII Aprile 10,Pistoia)
Gradita la prenotazione:
340 3496134 o info@studiokinesi.net

 

Leggi tutto

17789178 - sleep like a baby

Come dormire se soffriamo di mal di schiena lombare: tutte le posizioni giuste!

La lombalgia non riguarda solo la vita quotidiana, spesso disturba anche il sonno. Posizioni inadeguate provocano dolore …

IMG_9475

Rieducazione Posturale, cosa c’è da sapere!

La rieducazione posturale è una tecnica di terapia manuale utilizzata dalla Fisioterapia per la cura conservativa e non …

mal-di-schiena

Mal di schiena, quasi inutili i farmaci antinfiammatori!

I comuni farmaci antinfiammatori, come aspirina e ibuprofene, sono “quasi completamene inutili” contro il mal di schiena, …