Iniziative e Blog

Eventi ed iniziative a cura di Kinesì

Businnessman standing in the dramatic ocean befre storm

I Nostri dolori dipendono dal tempo?

Che si tratti d’artrosi, artriti, mal di schiena o di altri acciacchi, molti pazienti hanno osservato un rapporto di causa-effetto tra il tempo atmosferico e il peggioramento (o miglioramento) della loro condizione. Addirittura qualcuno crede che il legame sia così solido da permettere di prevedere un imminente cambiamento del meteo in base al dolore che si risveglia.

Al di fuori di questi eccessi un po’ folkloristici, nessuno dubita che l’improvviso aumento del dolori articolari abbiano pesanti effetti sulla qualità della vita, quello che invece non è ancora affatto chiaro è quanto le nostre giunture siano effettivamente sensibili alle variazioni ambientali legate al meteo, e se questo si traduca effettivamente in dolore.

La rivista Stat riporta che recentemente sono usciti due studi australiani che sembrerebbero demolire il mito. Il primo, pubblicato a dicembre sulla rivista Pain medicine ha esaminato 981 pazienti che avevano cercato assistenza per dolore lombare acuto: se questi episodi di mal di schiena erano stati scatenati dal meteo, incrociando i dati meteorologici sarebbero dovute emergere delle associazioni.

Dopo aver macinato i numeri i ricercatori hanno però dovuto concludere che non sembrava esserci alcuna relazione.

Il secondo studio, pubblicato a gennaio su , riguardava invece i pazienti con l’artrosi al ginocchio e si basava su una specie di diario on line in cui i pazienti segnalavano ai medici miglioramenti e peggioramenti dei loro dolori.

Anche in questo caso incrociando i risultati con i valori ambientali registrati i ricercatori non hanno trovato una relazione tra i fenomeni.

Non è la prima volta che il legame, in massima parte aneddotico, fra meteo e acciacchi è messo in discussione. Stat ricorda che negli anni ’90 lo psicologo Amos Tverski (un colosso degli studi sui nostri errori di ragionamento) firmò col medico Donald Redelmeier un lavoro su un piccolo campione di pazienti artritici: meteo e dolori sembravano privi di associazione. Gli scienziati in quel caso attribuirono la ricca aneddotica su acciacchi e meteo alla tendenza umana a trovare degli schemi anche dove non ce ne sono.

Un altro mito che se ne va quindi?

Le cose sembrano più complesse. Nonostante la doppietta di studi australiani l’unica cosa che si può dire con certezza è che al momento non esiste un consenso sugli effetti del tempo atmosferico su alcune condizioni. Molti altri studi, anche piuttosto recenti, hanno trovato una relazione, ma i risultati sono molto contraddittori.

Uno dei lavori più citati, anche dalle associazioni di pazienti, è quello uscito nel 2007 sull’ e ha rilevato una relazione tra il dolore artritico al ginocchio e i cambiamenti di pressione atmosferica e di temperatura ambientale, in particolare il dolore peggiorerebbe all’aumento della pressione e al diminuire della temperatura. Secondo un altro studio del 2014 su pazienti con artrite reumatoide invece il dolore peggiorerebbe al diminuire della pressione.

L’apparente risposta ai cambiamenti di pressione, in positivo o in negativo, potrebbe suggerire un meccanismo: i tessuti intorno all’articolazione si dilatano o si comprimono abbastanza da far scattare il dolore, ma al momento è solo un’ipotesi per un fenomeno la cui esistenza stessa è ancora controversa tra i medici.

La difficoltà di isolare chiare ripetibili relazioni tra le condizioni atmosferiche e le variazioni di dolore potrebbe essere un punto a favore per le conclusioni di Redelmeier e Tverski: è la nostra mente che cerca una causa tangibile di un dolore imprevedibile e finisce per attribuirla a quello che vediamo fuori dalla finestra.

Dopotutto prendiamo continuamente l’ascensore, e nei grattacieli questo significa attraversare drastici cambiamenti di pressione. Eppure non ci sono più epidemie di dolore alle giunture negli atri e negli attici di quante non ce ne siano sulle coste settentrionali del Labrador

ha dichiarato Donald Redelmeier a Stat ricordando come, 35 anni prima, avesse notato che i dolori reumatici non sembravano peggiorare a seconda della posizione geografica dell’ospedale dove era assegnato.

Tuttavia non è possibile escludere che esista davvero un relazione tra acciacchi e condizioni atmosferiche, ma che sia estremamente difficile raccogliere dati in grado di provarlo oltre ogni ragionevole dubbio.

La ricerca, quindi, continua, e forse ne prossimi mesi potremo davvero capire qualcosa in più grazie al progetto di citizen science dell’Università di Manchester fino al 20 aprile i partecipanti al progetto potranno usare una app dove annotare, giorno dopo giorno, lo stato delle propri dolori articolari. Grazie al gps queste informazioni saranno in ogni istante abbinate al tempo atmosferico locale e inviate agli scienziati per l’analisi.

I dati raccolti sono già immediatamente accessibili a tutti tramite il sito, e chissà se entro fine di quest’anno non potremo finalmente avere una risposta definitiva su un’ipotesi vecchia quanto la medicina.

 

 

[Fonte https://www.wired.it/scienza/medicina/2017/01/20/tempo-atmosferico-ossa/]

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Breath Festival

 

.. E SOPRATTUTTO RICORDATI DI RESPIRARE… BENE.

Se per ovvi motivi la Natura non ci permette di dimenticarci di respirare, spesso ci dimentichiamo come Respirare Bene e ci dimentichiamo pure perché sia così importante.
Respirare Bene rende più funzionale e funzionante tutto il nostro organismo…
Respirare Bene riduce le tensioni muscolari e allevia il dolore fisico…
Respirare Bene sblocca le emozioni e le rende fluide…
Respirare Bene ci permette di ottenere migliori prestazioni sportive
Respirare Bene ci fa PROVARE PIACERE…

E se è pur vero che respirare ci permette di sopravvivere… Respirare Bene, ci RENDE VIVI!

Poiché i Festival sono un’ occasione per celebrare e non dimenticare qualcosa di importante, il 25 ottobre abbiamo organizzato un Festival ” del Respiro” concentrato in una serata tutta dedicata a RESPIRO MOVIMENTO EMOZIONI!
Serata gratuita e aperta a TUTTI!!!

Inizio del seminario  ore 19,00 presso centro AIKO via del Villone 9 Pistoia.

Gradita la prenotazione.

Per info

Linda Anzilotti  Fisioterapista  340 2134667

Stefano Contri Fisioterapista   340 3496134

Beatrice Gori  Psicoterapeuta  340 9070016

 

info@studiokinesi.net

 

 

 

 

 

iperlodosi-lombare

Cos’è l’iperlordosi lombare?

E’ un disturbo abbastanza diffuso, a carico della colonna vertebrale, che può derivare da diversi fattori.

Le cause dell’iperlordosi lombare possono essere molteplici e possono includere:

  • Cattive abitudini di postura.
  • Alterazioni congenite del bacino.
  • Processi patologici a carico della colonna vertebrale, come rachitismo, fratture, lussazioni, ernia del disco e osteoporosi.
  • Ultimi mesi della gravidanza.
  • Muscolatura addominale e lombare debole.
  • Obesità.

La condizione può, quindi, essere aggravata anche da fattori di rischio – postura sbagliata o gravidanza, per l’appunto – ma è spesso idiopatica, cioè priva di cause esterne.

Questa deformazione della colonna vertebrale presenta un’accentuazione della curva lordotica, ovvero quella zona che interessa la porzione inferiore della spina dorsale: la curvatura, generalmente, risulta superiore ai 40-50 gradi ed è in questo caso, per l’appunto, che si riscontra una condizione patologica.

I sintomi del disturbo

  • Bacino inclinato verso l’esterno
  • Addome sporgente
  • Rotazione del busto di pochi o molti gradi, a seconda della gravità
  • Dolori vertebrali
  • Lombalgie acute

La sintomatologia varia a seconda del grado di accentuazione della curva, il quale può essere ad ampio raggio o a piccolo raggio: nel secondo caso, ad esempio, la deviazione potrebbe essere addirittura asintomatica.

 

La cura per l’iperlordosi lombare

Spesso vi è una cura farmacologica  stabilita dal medico di base o dallo specialista, in associazione alla Fisioterapia, volta a ristabilire il giusto equilibrio muscolo scheletrico per recuperare un buono stato di salute con una corretta rieducazione posturale, eliminare o ridurre i fattori di rischio ed esercizi selettivi per ciascun paziente in base alla proprii punti deboli e storia clinica.

 

 

Dott Stefano Contri

 

 

 

 

 

 

mezieres

Nuovo corso di Ginnastica Posturale

Grazie alla collaborazione della Dott.ssa Linda Anzilotti

Nel mese di Ottobre partira un nuovo corso di Ginnastica Posturale  (metodo Françoise Mézières) per fornire continuità al proproprio benssere muscolo-scheletrico.

La ginnastica posturale è composta da una serie di esercizi che ristabiliscono l’equilibrio muscolare e liberano dalle tensioni.
Tutti gli esercizi agiscono sulla consapevolezza corporea e la propriocezione dei movimenti al fine di ristabilire l’allineamento posturale e il rilassamento muscolare. Agisce sugli schemi di movimento per prevenire o correggere gli squilibri posturali dolorosi e la tensione muscolare promuovendo movimenti fluidi e armoniosi. Il corso prevede esercizi con materiali di supporto e tecniche di automassaggio.

 

Ogni Giovedi dalle ore 17,30 alle ore 18,30

Presso Centro AIKO Via del Villone 9 – Pistoia

 

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI:
Dott.ssa Linda Anzilotti      Cell 340 2134667

Dott. Stefano Contri             Cell 340 3496134

info@studiokinesi.net

 

 

 

 

 

mezieres-big

Il metodo Mézières

Che cos’è?

è un metodo posturale globale volto al riequilibrio della forma e struttura corporea molto utile nelle algie acute e croniche del rachide (colonna vertebrale) cervicale, dorsale e lombare. Ma anche in patologie morfologiche come la scoliosi in età evolutiva. Attraverso un lavoro individuale e specifico per ogni paziente si possono sconfiggere varie sintomatologie comuni che ogni giorno affliggono molte persone nell’attività quotidiana, lavorativa e sportiva.

Quando si è raggiunto un buono stato fisico la metodica viene svolta anche in piccoli gruppi con appuntamenti settimanali per mantenere  l’equilibrio muscolo-scheletrico raggiunto.

 

Le tre posizioni più comuni sono:

  • Sdraiandosi a pancia in su cercando di alzare le gambe verso l’alto formando un angolo di 90 gradi con il resto del corpo;
  • Seduti per terra, con le gambe distese davanti a sé mantenendo la schiena ben dritta;
  • L’ultima viene svolta rimanendo in piedi per poi piegarsi in avanti con la schiena ben dritta, formando un angolo di 90 gradi con le gambe, stendendo le braccia verso il basso.

 

 

Indicazioni

  • Algie vertebrali acute o croniche (lombalgie, dorsalgie, cervicalgie)
  • Algie – sindromi miofasciali degli arti superiori ed inferiori.
  • Deviazioni e deformazioni ortopediche nell’adulto e nell’adoloscente (ipercifosi, iperlordosi, rettilinizzazioni, scoliosi, ginocchio varo/valgo/recurvatum, piede valgo/piatto/cavo);
  • Lotta  contro l’accorciamento muscolare “con un lavoro di stiramento dell’insieme delle catene”.

 

 

 

Dott Stefano Contri

 

 

 

 

 

 

Happy woman breathing deep fresh air and raising arms on the beach

Quanto conta respirare Bene?

Una respirazione corretta influisce principalmente su:

 

  • Una mente più serena
  • Miglior funzionalità cardiovascolare e polmonare
  • Un livello di stress più basso con una migliore gestione dello stesso
  • Sonno più ristoratore
  • Una postura più corretta (utile in caso di mal di schiena)

 

Ovviamente una respirazione corretta ha innumerevoli benefici ne ho elencati solo alcuni più importanti, ma perchè?

Il respiro è alla base della Vita, ed è un gesto che inconsapevolmente effettuiamo per ben 13/14 volte (atti)  al minuto di tutti i giorni della nostra esistenza!

Il Maggior artefice della respirazione è il muscolo diaframma che spesso ci dimentichiamo di usare in modo ottimale, utilizzando maggiormente i muscoli accessori della respirazione ( pettorali, scaleni, elevatore delle coste, sternocleidomastoideo ecc..)

Il muscolo diaframma si congiunge con il muscolo quadrato dei lombi, contribuendo a formare l’arco lombocostale laterale o arco del quadrato dei lombi.

E ed per questa congiunzione che la respirazione diaframmatica permette di rilassare la muscolatura lombare andando a contrastare così il mal di schiena (lombalgia).

Ovviamente nei casi più severi non basterà la sola respirazione per far passare la sintomatologia, ma servirà indagare attraverso una valutazione personale (anamnesi), se necessario una valutazione strumentale  ( Rx, Rm o Tac) dopo di che appurata la causa del dolore serviranno tecniche altamente specifiche di terapia manuale e rieducazione posturale per aver un risultato ottimale e durevole nel tempo.

 

Dott Stefano Contri

 

 

 

 

 

 

Woman with impaired posture position defect scoliosis and ideal bearing

Una postura corretta migliora la vita!

Una cattiva postura spesso ha conseguenze negative sulla colonna vertebrale. Ecco perché è fondamentale mantenere sempre la schiena nella posizione corretta.

Mantenere una postura corretta è importante per prendersi cura della salute della schiena ed evitare dolori e contratture. Tuttavia non sempre è facile: passiamo diverse ore seduti davanti al computer o in piedi a causa del nostro lavoro e la colonna vertebrale ne risente.

In questo articolo vi spiegherò alcune tecniche utili per mantenere una postura corretta.

Su cosa influisce la postura della colonna?

Fondamentalmente su tutto. La colonna è il nostro sostegno ed è molto importante prendersene cura. Una cattiva postura causa problemi gravi, a volte persino irreversibili. Solo per citare due esempi, pensiamo all’ernia del disco e alla stanchezza cronica. Sono ancora di più i dolori prodotti dal non sederci bene e dal non camminare abbastanza.

Nelle donne è piuttosto frequente il cattivo allineamento del bacino.

Perché succede?

Perché cattive abitudini ad esempio L’uso di tacchi alti oppure portare borse molto pesanti sulla stessa spalla per molte ore al giorno accentuano il problema.

Le posture sbagliate sono sempre più normali: il lavoro, il sovrappeso dilagante, la vita sedentaria e l’uso eccessivo di telefoni, tablet o computer portatili sono le cause più comuni.

Abbassare la testa per mandare un messaggio o per controllare la posta elettronica ci obbliga a curvare la colonna cosi da aumentare il carico su tutte le vertebre della colonna,  favorendo così la comparsa del dolore cervicale o lombare.

Quale dovrebbe essere la postura corretta?

Alcune persone stanno attente a come collocano la schiena o le spalle solo mentre fanno esercizio. Tuttavia, è necessario fare attenzione alla nostra postura in ogni luogo e in ogni momento: quando stiamo facendo la fila al supermercato, quando ci sediamo sulla metro o mentre guardiamo la televisione in casa.

Ecco i “momenti” in cui di solito non facciamo attenzione alla nostra postura:

Quando ci sediamo

Le piante dei piedi devono essere ben appoggiate a terra, la schiena dritta e le spalle verso il basso e all’indietro. Se incrociate le gambe (una cosa abbastanza frequente nelle donne) rischiate di ostacolare la circolazione sanguigna e soffrire, poi, di gonfiore e stanchezza.

Quando si sta in piedi

Le ginocchia un po’ flesse, il petto aperto affinché i muscoli addominali si espandano e ci permettano di respirare correttamente e il peso ripartito in entrambe le gambe.

Quando si cammina

Il collo e la testa devono mantenersi eretti, non bisogna guardare a terra perché potrebbe causare dolori cervicali. Bisogna toccare il pavimento prima con il tallone e poi con la punta del piede.

Quando si dorme

La miglior posizione per riposare è di lato e con le gambe flesse. In questo modo, la colonna si mantiene allineata. Inoltre, è importante avere un materasso e un cuscino di qualità (cambiarli dopo un certo tempo è fondamentale).

Quando si guida

Una postura corretta in macchina è di fondamentale importanza per il benessere della colonna e anche per la sicurezza. In caso di incidente, infatti, ci sono meno possibilità di lesioni. Appoggiate la schiena contro il sedile e la nuca nel poggiatesta. Regolate il sedile per arrivare ai pedali senza problemi e per non dovervi curvare in avanti.

Come migliorare la postura?

Esistono diverse tecniche che possono aiutarvi a mantenere la schiena dritta. All’inizio sarà un po’ difficile ricordarvi di “sedervi bene” e potreste sentire la colonna vertebrale e i muscoli indolenziti per la nuova postura. Ecco altri accorgimenti :

Se lavorate tutto il giorno seduti, cercate di alzarvi di tanto in tanto; in cambio, se state molto in piedi, allora sedetevi durante la pausa.

Ricordate che camminare fa bene alla nostra schiena! e se compaiono dolori meglio indagare, con una attenta valutazione Fisioterapica si può scoprirne i motivi e se necessario si affronteranno dei trattamenti di rieducazione  posturale per risolverli.

 

Dott. Stefano Contri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

19168037 - young attractive businesswoman suffer from neck pain

Spesso la nausea si associa a dolori cervicali perchè?

Spesso la nausea si accompagna ai dolori alla cervicale: si presenta nei casi in cui la muscolatura è particolarmente contratta, e accompagnata quindi da tutti gli altri sintomi.

La nausea legata al dolore cervicale è dovuta alla compressione, da parte dei muscoli, del nervo vago.

Il nervo vago è uno dei nervi più lunghi del corpo, esso parte dal cranio, attraversa la trachea e si immette nell’addome. Il suo compito è quello di controllare i movimenti digestivi di stomaco e intestino e di produrre gli acidi gastrici.

Quando viene compresso dalla muscolatura che percorre e che attraversa esso può infiammarsi e portare così a nausea, vertigini, giramenti di testa, ma anche sudorazione fredda, vomito e tachicardia.

Rimedi alla nausea dovuta a dolori cervicali

Intervenire direttamente sulla nausea, quando si presenta insieme a dolori cervicali, costituisce un palliativo momentaneo che ha durata ed efficacia limitata. Non viene risolto il sintomo alla radice, quindi si trova soltanto sollievo e per poco tempo.

È invece necessario andare ad intervenire sulla causa primaria: la contrattura muscolare: tramite una adeguata terapia manuale mirata volta a ristabilire un equilibrio muscolo-scheletrico che permetta di non interessare il nervo vago responsabile di tale sintomi.

Dolori alla cervicale: cosa sono

I dolori cervicali colpiscono la parte alta della colonna vertebrale, in corrispondenza delle vertebre cervicali, quindi del collo.

L’infiammazione dirama la propria manifestazione dolorosa anche a testa e spalle, a seconda della gravità.

Anche la testa, come la maggior parte del resto del corpo, è rivestita di fasce muscolari. La cervicalgia è un irrigidimento eccessivo della muscolatura della testa e delle zone prossimali e dei muscoli collegati.

I motivi per cui la muscolatura si irrigidisce tanto da portare dolore sono diversi:

  • tensioni muscolari dovute a ripercussioni di preoccupazioni o emozioni negative;
  • posizioni viziate e innaturali protratte per molto tempo;
  • movimenti repentini che portano la muscolatura già irrigidita a stiramenti e contratture;
  • mancanza di movimento fisico adeguato o eccessiva sollecitazione dei muscoli di spalle e collo;
  • stato di intossinazione generale dell’organismo;
  • problematiche della struttura scheletrica e muscolare di schiena e arti inferiori: la cattiva postura degli arti e della schiena si ripercuote su tutta la colonna vertebrale.

    Cervicale: tutti i sintomi

    Il dolore è il principale sintomo della cervicalgia. La manifestazione dolorosa ha origine dalla mancata mobilità della muscolatura e ha come conseguenze una ulteriore immobilità nei movimenti.

    Mal di testa,mal di collo, dolore che si irradia dal collo alle braccia: questi sono i sintomi principali, che possono essere di lieve entità, oppure inibire qualsiasi movimento. (di Loredana Zilioni )

 

 

 

 

 

 

 

35435608 - muscular young man in blue cap in swimming pool

Cade un mito. il nuoto non cura la scoliosi ma l’aggrava.

Recenti ricerche condotte dall´istituto scientifico italiano sulla colonna vertebrale, Isico, sfatano il mito “nuoto: sport completo, curativo e perfetto”.
Da anni ed anni si è sempre detto che il nuoto avesse effetti benefici sulla salute delle persone, in particolare sulla schiena, talvolta addirittura curativi, perfino sulle scoliosi.
Gli studi presentati all´International Society for the Study of the Lumbar Spine affrontavano il tema del nuoto e della scoliosi e smentivano molte tesi, portando alla luce dei dati che dimostravano come la pratica di questo sport potesse anche peggiorare le curve della schiena o addirittura indurre il mal di schiena.
La ricerca ha messo a confronto 112 nuotatori agonisti che si allenano 4-5 volte alla settimana con 217 studenti di età simile non praticanti sport o al massimo a livello amatoriale: il risultato, a dir poco sorprendente, è stato che i praticanti presentavano delle asimmetrie del tronco più accentuate ed erano ipercifotici (aumento del tono muscolare), di conseguenza con una frequenza maggiore di dorsi curvi e mal di schiena.
Il nuoto è una disciplina sportiva che si svolge in un ambiente antigravitario rappresentato dall´acqua, e lo stare in acqua implica delle forze e delle pressioni sul nostro corpo sostanzialmente diverse ed inferiori rispetto a quando ci troviamo fuori; pertanto la schiena andrà a subire un generale collasso della sua muscolatura e risentirà del dislivello di forza tra i suoi muscoli erettori e quelli degli arti, che invece saranno più allenati.
Lo sport perfetto non esiste e la scelta va presa in base alle esigenze del bambino, ragazzo o adulto che sia; va tenuto sempre presente che ciò che lega lo sport al mal di schiena è la qualità del movimento e il rapporto tra quantità e intensità dell’allenamento stesso.
Evidenziati e smentiti alcuni principi è comunque doveroso dare credito anche a quelli che sono gli aspetti positivi di questa disciplina. Seppur in misure differenti, ad ogni modo impegna globalmente le nostre masse muscolari richiedendo al tempo stesso un adeguato intervento cardiocircolatorio e respiratorio. È inoltre un´attività intrinsecamente divertente e allo stesso tempo rilassante, il che non guasta. A livello amatoriale, come qualsiasi sport praticato 1 o 2 volte al settimana non è causa di problemi, anzi. Resta il fatto che talvolta non si rivela terapeutico di fronte a delle patologie.
L’assenza di movimento è dannosa per la nostra schiena, ma anche l’eccesso di sport e la sua pratica non corretta e non adattata alla persona può essere causa di problemi posturali.
Per ogni sport è molto utile eseguire delle attività di compenso posturale specifiche per quello sport, che possano evitare problemi e complicanze per la schiena, aiutando il corpo a raggiungere e mantenere il giusto equilibrio che è la base della salute di ogni atleta agonista e amatoriale.

[Fonte http://www.trapaniok.it/18288/Salute-trapani/le-ricerche-rivoluzionarie—nuoto-e-scoliosi#.VsMdRvnhBdg]

 

 

 

 

 

 

 

Runner athlete running on forest trail. woman fitness jogging workout wellness concept.

Mal di schiena? Devo evitare la Corsa?

Se poi chi ne soffre è un runner, il pensiero di non poter più praticare la sua attività preferita diventa un incubo. Ma “Non esistono controindicazioni assolute alla corsa per il soggetto lombalgico.”

Anzi gli ultimi studi scientifici affermano l’esatto contrario, in uno studio condotto nel 2016 sono stati presi in esame tre gruppi di persone in assenza di patologia, 1 gruppo sedentario, un altro che mediamente correva 20km alla settimana ed uno più di 50km alla settimana, sono stati sottoposti a risonanza magnetica del rachide lombare e ed è stato preso in esame l’irrorazione dei 5 dischi e la distanza vertebrale, questi gruppi sono stati riesaminati dopo 5 anni, e d è emerso che chi correva aveva i dischi più irrorati ed una maggior distanza tra vertebra e vertebra.

Quindi viene sfatata la credenza che la corsa sia traumatica per la schiena e che sià una disciplina ottima per la nostra colonna vertebrale.

Ovviamente per praticare qualsiasi sport prima dobbiamo essere in grado di poterlo affrontare con i giusti mezzi e sopratutto senza alcun fastidio o dolore che si presenti durante il riposo o l’attività perchè quello è un campanello d’allarme che qualcosa non stia funzionando bene e quindi il rischio di sovraccaricare l’apparato muscolo-scheletrico e la conseguente comparsa del dolore o blocchi articolari (colpo della strega).

 

Ecco dunque alcuni semplici informazioni per continuare a correre felici rivolte a chi ha a cuore la salute della propria schiena:

1. Non c’è uno sport più indicato degli altri per chi ha mal di schiena, nemmeno il nuoto.

2. In caso di dolore acuto improvviso, sospendere l’attività per quattro, cinque giorni.

3. Se il dolore persiste, non arrendersi, ma rivolgersi ad uno specialista in patologie vertebrali e, con il suo aiuto si potrà riprendere a correre.

4. Mantenere un’adeguata mobilità della colonna vertebrale ed una buona tonicità di muscoli addominali e lombari con esercizi mirati.

5. Molto spesso il mal di schiena è causato dallo stress. Condurre una vita tranquilla è il primo di tutti i consigli.

 

 

Dott. Stefano Contri

 

Bibliografia

Xu, J., Lombardi, G., Jiao, W. & Banfi, G. Effects of Exercise on Bone Status in Female Subjects, 
from Young Girls to Postmenopausal Women: An Overview of Systematic Reviews and Meta-Analyses. 
Sports Med. 46, 1165–1182 (2016)

 

 

 

 

 

 

 

11271328 - shoulder impingement

Problemi di cuffia??

Se la spalla fa male la causa potrebbe essere una lesione a livello della cuffia dei rotatori, struttura formata da 4 tendini che concorrono al movimento dell’articolazione nei vari piani dello spazio. Già dopo i 35-40 anni è facile che inizi un processo di usura a carico di queste strutture tendinee. «Fino a un terzo della popolazione è destinato ad andare incontro, prima o poi nella vita, a lesioni della cuffia dei rotatori — spiega Alessandro Castagna, responsabile dell’Unità di chirurgia della spalla dell’Istituto Clinico Humanitas di Milano —. Questa predisposizione è probabilmente dovuta al fatto che i tendini della cuffia sono sovrautilizzati rispetto alle loro dimensioni. Il tutto può essere letto anche in chiave evoluzionistica: nei nostri avi, che camminavano a quattro zampe, la spalla era come un’anca, che poi, con il passaggio alla stazione eretta, ha dovuto cambiare tipo di movimenti, svolgendo compiti per quali non era stata “pensata”».

Che cosa provoca le lesioni alla cuffia dei rotatori?
«Traumi, usura o entrambi i fattori. Il sintomo più caratteristico è il dolore alla spalla, irradiato al braccio (ma non all’avambraccio), che aumenta con lo sforzo e di notte. In genere, il tendine più coinvolto per rottura è il sovraspinato. Con il passare del tempo, se non si interviene in alcun modo, c’è il rischio che la rottura si estenda ad altri tendini e si giunga a una progressiva perdita di funzione della spalla. Ecco perché è sempre meglio non sottovalutare un dolore alla spalla che persiste. La diagnosi di lesioni alla cuffia dei rotatori può essere fatta in una visita specialistica nella quale si eseguono alcune manovre per individuare la sede della lesione e la sua entità. Tuttavia possono rendersi necessari ecografia, e risonanza magnetica».

Quali sono le cure possibili?
«Se la lesione riguarda un solo tendine, di solito il trattamento è inizialmente conservativo, basato su riposo, antinfiammatori, fisioterapia. E i risultati sono in genere molto buoni. Se il processo degenerativo si cronicizza o c’è un trauma importante, può essere preso in considerazione un approccio chirurgico.

La tecnica chirurgica che va per la maggiore è quella artroscopica, a patto di affidarsi a specialisti competenti. L’intervento non è molto complesso, ma è impegnativa la fase post-operatoria perché bisogna lasciare ai tendini il tempo per guarire». (Antonella Sparvori per Corriere.it)

 

 

 

 

 

 

Digital composite of Highlighted spine pain of man

Quali sono i Simtomi della Cervicale?

I disturbi connessi alla cervicale sono molto frequenti nella popolazione, tuttavia, sono ancora più spesso ignorati o classificati di poco conto, nonostante possano causare ernia cervicale o artrosi cervicale.

Quelli che vengono considerati come dei sintomi appartenenti al nostro tempo e frutto di uno stile di vita troppo sedentario, non sono messi al pari di una malattia grave. Eppure, la cervicale può causare delle condizioni di estremo disagio, come difficoltà di movimento, ma anche vertigini e dolore esteso. Ecco quali sono i sintomi, i trattamenti e i modi migliori per affrontare questo disturbo.

Quali sono i sintomi della cervicale?

La cervicalgia, ossia il disturbo connesso alla cervicale, viene avvertito molto spesso come un forte dolore all’altezza di collo e spalle, quindi lungo il tratto cervicale della colonna vertebrale.

Tuttavia, la cervicalgia può provocare non solo dolore e rigidità al collo, ma anche le vertigini, che sono un sintomo particolarmente invalidante. Tale sensazione può essere causata da uno scompenso nella normale funzionalità della circolazione e dei fasci nervosi dell’area.

Infatti, quando la muscolatura è troppo contratta, vene e arterie subiscono una forte pressione, causando una riduzione del flusso sanguigno al cervello. Di per sé, questa condizione non può provocare ipossia, perché l’area cerebrale prende l’apporto di sangue anche da altri vasi sanguigni, tuttavia questa forte contrattura può essere fonte di giramenti di testa.

Inoltre, secondo determinati studi, la rigidità e il dolore porta a una riduzione della normale coordinazione tra occhio e orecchio. Pertanto, il disagio della cervicale può influire sul movimento dei liquidi nell’orecchio responsabili dell’equilibrio.

Altri sintomi di un disturbo alla cervicale sono:

  • infiammazione delle articolazioni cervicali;
  • irritazione del nervo;
  • formicolio degli arti;
  • mancanza di forza negli arti.

Quali sono le cause della cervicale?

Nella maggior parte dei casi, i dolori cervicali sono causati da un problema dei dischi intervertebrali, cioè dal cosiddetto cuscinetto che separa le vertebre. Questo cuscinetto ha una consistenza liquida, che tuttavia nel tempo tende a disidratarsi e a scivolare fuori dalla sede naturale, provocando una compressione delle radici nervose che fuoriescono dal midollo del tratto cervicale.

Altre cause della cervicale sono:

  • stress, a causa del quale i muscoli del corpo tendono a irrigidirsi;
  • guida, specie su lunghi tratti, influisce negativamente su collo e spalle e provoca mal di schiena lombare;
  • lavoro, specie il lavoro di tipo sedentario, come quello da ufficio, è fonte di posizioni scorrette su sedia e scrivania, con la testa in genere china su documenti o computer.

Per questi motivi la cervicalgia è considerata una malattia frutto del mondo moderno.

Cosa fare in caso di cervicale?

La cura della cervicalgia mira più alle cause che ai sintomi che hanno provocato la malattia, come rigidità muscolare, infiammazione e postura sbagliata.

In genere, il trattamento è caratterizzato da una terapia farmacologica e, nei casi necessari, da esercizi posturali e distensivi per i muscoli, eseguibili con uno specialista in fisioterapia.

Fisioterapia per la cervicale

La fisioterapia negli ultimi anni ha fatto molti passi avanti nella cura della cervicalgia, creando delle terapie ad hoc per i disturbi connessi alla cervicale, con:

  • Manipolazioni fasciali, per sciogliere i muscoli riducendo dolore, fastidio, vertigini, mal di testa, emicranie, mal di schiena;
  • Rieducazione posturale, per corregge l’errata postura, causa del dolore cervicale, dando un miglior equilibrio di tutto l’apparato muscolo scheletrico. (di Roberta Nazaro).

 

 

 

 

 

Businnessman standing in the dramatic ocean befre storm

I Nostri dolori dipendono dal tempo?

Che si tratti d’artrosi, artriti, mal di schiena o di altri acciacchi, molti pazienti hanno osservato un rapporto di causa-effetto …

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Breath Festival

Una respirazione corretta influisce principalmente su: Una mente più serena Miglior funzionalità cardiovascolare …

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Cos’è l’iperlordosi lombare?

Una respirazione corretta influisce principalmente su: Una mente più serena Miglior funzionalità cardiovascolare …